Materiali di teologia politica dell'Europa e contributi al realismo politico

L'Europa si definisce dall'interno con le grandi correnti che non cessano di attraversarla e che la percorrono da lunghissimi tempi (Lucien Febvre)

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ETHOS AGENTE CONTRO PATHOS POPULISTA
Interventi, 21 aprile 2019

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RITA DI LEO: LA VITTORIA DEL “SACRO ESPERIMENTO” SULL’”ESPERIMENTO PROFANO”
Ricerche, 12 aprile 2019

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Una lettera a Mario Tronti, a commento de IL POPOLO PERDUTO (Nutrimenti, Roma 2019)
Interventi, 16 marzo 2019

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Caro Mario, perdonaci il tono confidenziale di questo incipit degli a...

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Interventi: Il punto di vista di Epimeteo
ETHOS AGENTE CONTRO PATHOS POPULISTA
21 aprile 2019

Se telos è il dispiegarsi dinamico della verità apriori, l’ethos non può essere che prolessi di una nuova forma di protagonismo europeo perché contiene la prefigurazione della volontà di sovradeterminazione del Globo da parte del Mondo come forma ordinativa dell’agire dell’ethos. Quest’ultimo, fondato sul superamento di ogni forma di escatologia – quindi di primato dell’etica – è per essenza polemos contro la tirannia dei valori, base ideologica dell’internazionalizzazione del sistema sociale; il quale considera ordine spontaneo l’anarchia tecnico-economica globalizzata e governance la forma della Weltpolitik come caos destrutturato da dinamiche di neonazionalismo imperiale. L’ethos antimessianico è una pragmatica (e drammatica) esigenza posta dall’incapacità dei sistemi sociali organizzati in spazi sistemici di produrre leadership responsabili: chi decide è, in realtà, oggettivamente eterodiretto dal riemergere di miti – forse obsoleti, ma sempre efficaci perché mai morti – la cui potenza di mobilitazione è oggi enormemente amplificata dal sistema dei mass-media in accelerata fase d’innovazione, che ha reso tanto raffinata quanto incontenibile la capacità di manipolazione e di cattura del consenso. Al punto che è tale sistema – costituente il perno del “quaternario” e quindi il motore più innovativo dell’ultima forma di capitalismo – il vero regista occulto ed impersonale della selezione dei capi e/o della circolazione delle élites. Su queste basi è chiaro che non può esistere una guida del mondo capace di decisione sulla ricostruzione del binom...
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Ricerche: Le ricerche di Epimeteo
RITA DI LEO: LA VITTORIA DEL “SACRO ESPERIMENTO” SULL’”ESPERIMENTO PROFANO”
12 aprile 2019

Era qualche tempo che non si leggevano i libri della Di Leo; ci si diceva: “È finita l’Urss, cos’avrà da dire di nuovo la Di Leo?” Poi l’anno scorso è uscito L’età della moneta. I suoi uomini, il suo spazio, il suo tempo, per i tipi del Mulino, ed è stato davvero una sorpresa: ne veniva fuori una grande capacità di delineare i tratti fondamentali del capitalismo nella sua ultima fase, quella successiva al crollo dell’Urss e corrispondente al pieno dispiegamento della globalizzazione e della finanziarizzazione, ma emergeva anche la profondità con la quale l’autrice sapeva scavare nei presupposti antropologici di quell’”universo degli algoritmi”. Allora abbiamo deciso di leggere anche due libri editi precedentemente, cioè Cento anni dopo: 1917-2017. Da Lenin a Zuckerberg, uscito nel 2017, e L’esperimento profano. Dal capitalismo al socialismo e viceversa del 2012, entrambi editi da Ediesse.

    Da quella sorta di trilogia è emerso un quadro unitario in cui viene ricostruita l’intera storia del Novecento alla luce dello scontro globale tra il socialismo sovietico e il capitalismo europeo prima, quello americano poi, una analisi che si riassume in una interpretazione della contemporaneità appunto come “età della moneta”, come quell’arco temporale ormai trentennale in cui si è imposto quell’”equivalente generale” che consente l’universalizzazione dello scambio, in funzione della valorizzazione del capitale, come modalità imprescindibile delle relazioni infra-umane, una universalizzazione attorno alla quale si condensa l’identità antropologic...
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